mercoledì, dicembre 05, 2007

MOZIONE DEL GUS AL CONGRESSO FNSI: "SOSTENERE IL GUS NELLA LOTTA SULLA 150"


Inviamo il testo integrale della mozione sugli uffici stampa presentata dai vertici del GUS Nazionale, primo firmatario il Presidente Nazionale Gino Falleri, al XXV° Congresso della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, e approvata all'unanimità.

Franco Mariani
Segretario Nazionale GUS

MOZIONE

Nell’ottica di un sempre maggiore impegno del Sindacato Unitario dei Giornalisti Italiani per la concreta attuazione della legge 150/2000 sull’informazione e sulla comunicazione nella Pubblica Amministrazione – ancora disattesa nella stragrande maggioranza degli Uffici Stampa pubblici del nostro Paese - ed alla luce della favorevole sentenza della Magistratura del lavoro, che ha riconosciuto la piena titolarità della Fnsi per l’apertura del negoziato con l’Aran per il primo contratto nazionale di categoria

CONSTATATO

- che il GUS, Gruppo Uffici Stampa, in questi anni, è cresciuto e ha sviluppato la sua azione, diventando il punto di riferimento, di riflessione, di confronto, di analisi rispetto alla legge e alle sue problematiche applicative; che il Gruppo stesso svolge ormai, in varie parti d’Italia ed all’interno di varie Associazioni Regionali di Stampa, un ruolo fondamentale a tutela dei colleghi del settore ed ha anche raggiunto, in qualche caso, risultati e successi sindacali molto significativi;

che gli uffici stampa pubblici, in controtendenza con altri settori dell’informazione, continuano ad aumentare, senza che, nello stesso tempo, si proceda per la loro istituzione e regolamentazione nel pieno rispetto della dignità professionale dei colleghi che all’interno di essi operano e della normativa vigente;
che il GUS è in grado di mettere in rete, a servizio dei colleghi e degli organismi dirigenti nazionali e locali della Fnsi, un patrimonio di conoscenze e informazioni concretamente utili per la risoluzione di alcuni degli elementi più controversi della legge;

TENUTO CONTO

- che il pieno ed effettivo riconoscimento professionale dei giornalisti che operano all’interno degli uffici stampa della P.A. rappresenta anche una garanzia ineludibile per realizzare un’informazione pubblica obiettiva e trasparente, in perfetta linea coi principi e i dettami della legge 150 e che ciò può avvenire attraverso un quadro normativo e contrattuale certo;

- che per garantire tale quadro è indispensabile che la FNSI moltiplichi tutti gli sforzi e tutte le azioni rivolte ad avviare il negoziato con l’ARAN ed anche con le altre Organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di rimuovere tutti gli ostacoli che attualmente impediscono lo sblocco della situazione di grave stallo che si è determinata nella contrattazione;

che i giornalisti che lavorano nella pubblica amministrazione subiscono spesso, ad opera dei vertici politici e burocratici, inaccettabili discriminazioni e condizionamenti, in presenza di contorte interpretazioni della legge 150 lesive della dignità personale e professionale dei giornalisti degli Uffici Stampa, dando origine a situazioni complesse e molto differenti sotto il profilo professionale, contrattuale e previdenziale, tutte meritevoli di attenzione e sostegno da parte del Sindacato;
che la mancata attuazione della Legge quadro a sette anni dalla sua emanazione e il mancato avvio del negoziato contrattuale ha prodotto e produce, nel settore degli uffici stampa pubblici al pari di tutte le altre forme di giornalismo, una sempre più allarmante crescita del precariato in varie forme, con un non più tollerabile accumulo di diritti acquisiti e una sempre più evidente e inderogabile necessità di affrontare con idee chiare e impegno totale la questione della stabilizzazione di questi colleghi precari;

RITENENDO

indispensabile intensificare l’iniziativa sindacale per salvaguardare dignità e diritti ai giornalisti impegnati quotidianamente in un servizio pubblico, così come è necessario promuovere sempre di più luoghi e momenti di confronto all’interno della categoria dei giornalisti su queste problematiche;

che la FNSI debba stimolare tutte le Associazioni Stampa Regionali ad intraprendere, in piena sintonia e sinergia con i Gruppi Uffici Stampa, ogni concreta iniziativa per la verifica dello stato di attuazione della legge 150/2000 ed ogni azione di vigilanza sul rispetto delle norme e della dignità e professionalità degli addetti, offrendo così ai giornalisti degli uffici stampa un riferimento sindacale sempre più solidale e credibile in grado di confrontarsi autorevolmente con le Amministrazioni pubbliche;

IMPEGNA LA SEGRETERIA, IL CONSIGLIO NAZIONALE E LA GIUNTA

a coinvolgere ed impegnare sempre di più il GUS, per i motivi prima elencati e per la sua esperienza e conoscenza delle problematiche locali e singole degli Uffici Stampa, nei suoi organismi nazionali e territoriali più rappresentativi (anche con la effettiva e operativa presenza di alcuni suoi membri nella strutture dipartimentali specifiche della FNSI) nell’elaborazione delle strategie e nei tavoli di trattativa, in quanto gruppo titolato e titolare di specificità e di conoscenze dell’ambiente e dell’organizzazione di lavoro;
a condividere e sostenere, all’interno del proprio programma di lavoro per il prossimo triennio, la necessità di una forte e diffusa iniziativa nazionale (da articolare nelle forme che si riterranno più opportune, anche con la mobilitazione di tutta la categoria interessata), per l’inquadramento dei giornalisti degli uffici stampa all’interno di un contratto quadro settoriale, dunque con il relativo profilo professionale e con l’applicazione degli istituti connessi, ma anche con l’elaborazione di una strategia precisa e complessiva per la stabilizzazione dei colleghi precari, che abbia come riferimento concreto la normativa espressamente prevista dalla Legge Finanziaria Nazionale. Ciò con l’obiettivo di dare più ampio respiro alla “questione” uffici stampa, di darle lo spessore di una vera e propria vertenza nazionale inquadrata all’interno della più grande vertenza dell’informazione in Italia, facendola uscire dalla non più sostenibile logica del “tavolo tecnico” per giornalisti specializzati, con una professionalità settoriale, e ponendola invece su quella, più complessiva e adeguata alla realtà attuale, della qualità, correttezza e trasparenza dell’informazione pubblica e del sempre più concreto sostegno ad un “pezzo” ormai molto rilevante, come dimostrano dati, numeri e screening nazionali e locali, della professione giornalistica in Italia;

-ad affrontare con rigore le problematiche delle deroghe sulle incompatibilità, espressamente previste dalla Legge 150, relative a addetti e capi uffici stampa, anche al fine di tutelare nel limite del possibile le aspettative dei colleghi disoccupati.

lunedì, novembre 12, 2007

GUS REGIONALI: AGGIORNATE I VS SITI WEB

Era il 2000 quando il GUS Toscana, primo GUS Regionale, per iniziativa del sottoscritto, all’epoca Tesoriere e responsabile della segreteria, aprì il primo sito di un GUS regionale, ospitato nella rete civica del Comune di Firenze.

Subito dopo qualche anno un membro del Consiglio Nazionale decise di aprire, per conto del nazionale, il sito del GUS Nazionale, con il suffisso .org, ma, dopo un paio di aggiornamenti inziali il sito per oltre tre anni è rimasto fermo, tant’è che appariva sempre, ovvero fino a quando è scaduto il contratto dello spazio con il server, come Segretario Nazionale la compianta amica Luisa Jamoretti, già scomparsa da diversi anni.

Da quel lontano 2000 tanto tempo è passato……..e non in meglio.

Attualmente il sito toscano, che per tanti anni, con orgoglio, è stato l’unico sito di riferimento per gli uffici stampa di tutta Italia, e soprattutto per i colleghi non iscritti al GUS, è inattivo dal giugno 2007, ovvero da quando il nuovo Consiglio Direttivo, a maggioranza, ha deciso di affidarlo a terzi, ovvero a una società non giornalistica, specializzata in rassegne stampa, che per avere tale onere, od onore, verserà nelle casse del GUS Toscana alcune centinaia di euro.

Non meglio gli altri, pochissimi per la verità, siti regionali on line.

Il GUS Lombardo, dopo aver inaugurato la scorsa primavera un super sito tecnologico, che aveva sostituito il sito statico che per alcuni anni avevano deciso di tenere, complice anche il risultato elettorale dell’Ordine della Lombarda, si è bloccato del tutto dopo la sconfitta di Abruzzo.

Un vero peccato, e comunque merita andargli a fare almeno una visitina.

Stessa sorte per il sito del GUS Abruzzo, sito on line dal 07/01/2003, ospitato dall’Agenzia Astra e realizzate da Muni Cytron, che, a parte qualche piccolo e sporadico inserimento di circolari interne, non è aggiornato da mesi e mesi.

Infine anche l’ultimo sito regionale nato, ultimo soprattutto in ordine di costituzione di quel gruppo regionale, marzo 2007, quello del GUS Sardegna, addirittura sbarcato sul web con due versioni ed indirizzi, dallo scorso mese di settembre è inattivo.

Eppure le notizie non dovrebbero mancare...basta vedere la nostra testata nazionale.

Attenzione, non faccio un discorso sulla grafica o le decisioni “editoriali”, bensì sull’aggiornamento, in quanto un sito del GUS non aggiornato almeno settimanalmente è da considerarsi un sito inattivo, ovvero morto.

Un discorso a parte lo merita il Gruppo Siciliano, che è vero che non ha un sito proprio, ma su internet, digitando http://www.informasicilia.it/gussicilia/ si trovano delle pagine con notizie ed informazioni che non corrispondono alla realtà.

Menzione semplice, in quanto non si tratta di un vero sito ufficiale, al blog aperto dal gruppo della Campania, denominato “area pubblica di discussione”, che, appunto, aggiornato quasi settimanalmente, offre talvolta alcuni spunti interessanti di riflessione e di discussione.
Meglio ESSERE presenti sul web, con siti inattivi e obsoleti che NON ESSERE presenti sul web....bel problema shespiriano!

Franco Mariani
Segretario Nazionale GUS

giovedì, novembre 08, 2007

CONFLITTO D'INTERESSI, SANZIONATO PUBBLICISTA - L'ORDINE APRE ALTRI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti del Veneto ha inflitto la sanzione dell'avvertimento ad un giornalista pubblicista che, in qualità di corrispondente di un quotidiano locale, ha scritto e firmato alcuni articoli riguardanti argomenti relativi all'attività della Ulss di cui è dipendente e per la quale si è occupato anche della stesura di comunicati stampa.

Tale comportamento è in palese conflitto d'interessi ed è stato ritenuto contrario ai doveri di lealtà e di buona fede a cui il giornalista deve attenersi in base a quanto stabilisce la Legge professionale (articolo 2 della Legge 69 del 1963) e il Codice deontologico, il quale pone divieto di assumere incarichi in contrasto con l'autonomia e l'indipendenza e con l'obbligo di essere e apparire corretti.

Nel caso specifico il pubblicista si sarebbe dovuto astenere dall'occuparsi per il quotidiano di tutte le notizie riguardanti l'attività della Ulss per la quale lavora: i sui articoli, infatti, potevano essere, o quantomeno apparire, condizionati dalla carica dallo stesso ricoperta nell'ambito della Ulss.

Ascoltato davanti al Consiglio, il pubblicista ha dichiarato di essersi reso conto della violazione commessa e si è impegnato a non ripetere in futuro altri comportamenti dello stesso tipo.

In tema di conflitto di interessi il Consiglio regionale dell'Ordine del Veneto ha aperto numerosi altri procedimenti nei confronti di giornalisti che scrivono articoli per varie testate giornalistiche in relazione alle stesse tematiche trattate in qualità di addetto stampa o di dipendente/amministratore di enti o società.

Tale condotta non è corretta deontologicamente e verrà sanzionata in tutti i casi accertati.

Al fine di sensibilizzare i colleghi, l'Ordine Veneto richiama i giornalisti della regione a cessare tutti i comportamenti in conflitto di interessi e sollecita direttori, capi redattori e capi servizio a vigilare affinché non si verifichino situazioni incompatibili con la deontologia professionale, le quali hanno ripercussioni negative sia sull'immagine dei giornalisti, che sulla credibilità delle testate per le quali scrivono i colleghi che operano in conflitto d'interesse.

lunedì, ottobre 29, 2007

Gli uffici stampa nella Aziende sanitarie locali in Sicilia sono obbligatori

Lo afferma un parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa su ricorso del giornalista Leonardo Guida contro la delibera del 2005 con cui il direttore dell’Ausl 1 di Agrigento aveva revocato l’ufficio stampa creato nel 1990.

Il parere ribadisce quanto da sempre sostenuto dal sindacato dei giornalisti e dalla stessa Regione, che con due direttive degli assessori alle Autonomie Locali, Stancanelli prima e Colianni poi. ha sancito la necessita’ che siano istituiti uffici stampa nella pubblica amministrazione, tra cui le Ausl, nonche’ l’obbligo di confermare quelli esistenti per assicurare la trasparenza amministrativa ai cittadini, al fine di prevenire gli abusi e le omissioni di funzionari infedeli.

“Nei prossimi giorni l’Assostampa -afferma il segretario provinciale Nino Randisi- chiedera’ di incontrare il dirigente dell’Ausl 1 alla luce del parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa”. (AGI) Rap

lunedì, ottobre 22, 2007

GUS: Associazione autonoma. Perchè no?


Dal solerte ed impeccabile Segretario Nazionale GUS non potevamo che attenderci un altro puntuale intervento sullo stato di salute della grande famiglia dei Giornalisti Uffici Stampa. Uno stato di salute che, a tratti, rasenta una condizione pressochè comatosa.
Non già per i suoi attivissimi rappresentanti a livello nazionale o locali. Tra i quali, naturalmente, Franco Mariani. Mariani, infatti, ancora una volta evidenzia, con la passione che lo contraddistingue, il ruolo, le funzioni e l'insostituibile contributo che forniscono quotidianamente i Giornalisti degli Uffici Stampa siano essi di Enti pubblici, siano essi di Aziende private. Ancora, aggiunge Mariani, questi giornalisti sono scesi in sciopero ogni qualvolta sono stati chiamati a solidarizzare anche con i colleghi umiliati da una reiterata azione di sabotaggio rispetto ad un sacrosanto diritto ad avere un contratto rinnovato. Già qui, però, caro Franco, abbiamo evidenziato, almeno noi, come sia attraverso i comunicati dei TG nazionali o attraverso la valanga di interventi sui più blasonati quotidiani, mai, ma proprio mai, si accennò alla umiliante condizione degli Addetti Stampa. Salvo, però, inviare ispettori presso le Pubbliche Amministrazioni al fine di diffidarle a causa della mancata applicazione della Circolare del Ministero del Lavoro per il versamento dei contributi INPGI. Non da ultimo, un'altra circolare che invita le P.A. a predisporre un apposito registro contabile esclusivamente per quei (non)dipendenti che espletano attività di Informazione. Ben vengano tutte queste forme di "organizzazione contributivo-contabile", ma a fronte di tanto, caro Franco cosa ne hanno ricavato fino ad oggi i colleghi Addetti Stampa? Nulla, ma proprio nulla. Esclusivamente solitarie azioni legali di tipo privatistico per vedersi riconoscere anni e anni di attività di addetti Stampa senza alcun riconoscimento nè di tipo giuridico, nè di tipo economico. Orbene, caro Franco, ben vengano anche le ipotesi, non tanto remote, del Presidente Falleri di prevedere una "associazione professionale a se stante". La prova e riprova di tali supposizioni, è l'imminente Congresso Nazionale di Bari. Non una parola, non un rigo, non una menzione rispetto alla scandalosa situazione della Legge 150/2000. Una considerazione offensiva degli Uffici Stampa alla stessa stregua delle miriadi di scioperi per il rinnovo del contratto giornalistico. Concludo, caro Franco, con l'assicurazione che non sei solo ad esternare senza paure l'effettiva condizione dei "peones" del giornalismo italiano.

Pasquale Di Benedetto
Presidente GUS Campania

I 35 ANNI DIMENTICATI DEL GUS IN SENO ALLA FNSI


1972-2007: 35 anni fa il GUS, Gruppo Giornalisti Uffici Stampa, nato a Milano nel 1965, diventava uno dei gruppi di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Da 35 anni presenti nel Sindacato Unitario dei Giornalisti Italiani.

Chi scrive è un “novellino” rispetto alle grandi figure che hanno contribuito a far nascere e a far diventare grande il GUS, ma posso dire che in questi otto anni in cui sono stato operativo, prima per il gruppo toscano e da tre anni anche come Segretario Nazionale, e da due come direttore responsabile di questo giornale, ho potuto respirare e nutrirmi di quegli ideali che hanno ispirato i fondatori del nostro Gruppo.

Per chi non lo sapesse i Giornalisti degli Uffici Stampa sono iscritti all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti e sono gli unici che, in relazione al Decreto Ministeriale Degan pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 1984, possono esercitare tale specifica ed importante attività.

Rispettano la verità sostanziale dei fatti ed assicurano la completezza e la trasparenza dell'informazione e della comunicazione.

Promuovono la collaborazione fra i colleghi, la cooperazione con gli editori e la fiducia tra la Stampa ed i lettori.

Operano con lealtà e buona fede nel rispetto degli enti e delle imprese pubbliche e private di cui sono portavoce.

Sono fonte ufficiale legittimata per Legge, garante di una completa, trasparente e corretta informazione e comunicazione.

Autori dei testi e pubblicazioni destinati agli Organi d'informazione sono anche organizzatori di servizi: visite agli enti di cui sono addetti stampa, conferenze stampa, incontri di lavoro, servizi fotografici, accesso ai dati, ricostruzioni di archivi e tutto ciò che richiedono le esigenze dei media e dell'universo in cui gli enti e le imprese pubbliche e private operano.

Perché è importante ricordare questo traguardo dei 35 anni, passato inosservato, l'anniversario cadeva lo scorso aprile, da parte dei vertici della FNSI (Presidente, Segretario Generale, Segretario Generale aggiunto responsabile del Dipartimento Uffici Stampa, Membri del Dipartimento Uffici Stampa) ?

E' importante per vari motivi, tra cui la dura battaglia, durata più decenni, per avere una legge, la 150 del 2000, che riconoscesse e tutelasse i diritti dei colleghi che operano nella Pubblica Amministrazione, e allo stesso tempo vista poi dalla FNSI come sbocco lavorativo per sistemare tanti colleghi precari o disoccupati.

Non sarebbe stato male per i vertici del Sindacato, attualmente però, e giustamente, impegnati nel rinnovo dei vertici Nazionali, e prima ancora in quelli delle Assostampa Regionali e poi dell'Ordine, ricordare e sottolineare questo anniversario che, per una pura coincidenza, coincide anche con il Congresso Nazionale della FNSI dove il rinnovo del contratto e l'applicazione della legge 150 sono dei punti cardine in tutti i vari programmi elettorali delle varie correnti sindacali.

Importante perché la base, e non tanto quel numero, e comunque numericamente non indifferenti, di colleghi delegati che eletti nelle varie Assostampa Regionali risultano essere anche iscritti al GUS, si aspetta dalla Federazione, come dalle varie Assostampa, delle forti risposte ed un impegno che ancora oggi è latitante.

Anche perché negli ultimi scioperi nazionali indetti dalla FNSI i Giornalisti degli Uffici Stampa sia pubblici che privati hanno aderito con punte del 90%, tenendo conto che chi lavora come addetto stampa nella Pubblica Amministrazione non ha il contratto giornalistico, ma quello del pubblico impiego, con la conseguenza che questo gli preclude l'adesione alle agitazione indette dalla FNSI, eppure i “miei” colleghi, sfidando la burocrazia italiana, sono scesi in piazza e hanno scioperato.

Il GUS è una forza discreta e silenziosa che però, come dice spesso l'attuale Presidente Nazionale Gino Falleri, potrebbe, prima o poi, decidere di staccarsi dalla FNSI, diventando associazione professionale a se stante.

In pratica, con i dovuti aggiustamenti, siamo per il Sindacato i propri “pubblicisti” (sapete che bene che se l'0rdine non avesse le quote degli oltre 70.000 pubblicisti non potrebbe campare….).

Di questo si dovrà tenerne conto al prossimo Congresso Nazionale.

E lo scrive uno che non sarà Delegato al Congresso perché dice e scrive cose che spesso fanno paura, mentre i “vertici” privilegiano persone che sono pronte a vendersi “ad altri” per un piatto di bibliche lenticchie, ma che però, alla fine, quello che io scrivo o dico si dimostra essere sempre la dura verità.

Auguri GUS….ovunque tu sia…. o sarai!

Franco Mariani
Segretario Nazionale GUS

mercoledì, ottobre 17, 2007

La crisi che ha investito il Teatro San Carlo

La crisi che ha investito il Teatro San Carlo di Napoli, che evidenzia il degrado profondo raggiunto dalla città, riporta anche l’attenzione sulla legge 7 giugno 2000, n. 150, recante norme per la "Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni". Una legge che pervicacemente a sette anni di distanza si insiste per non far applicare, con guasti che si manifestano, come nel caso del massimo napoletano, con licenziamento prima della scadenza del contratto della giornalista Tramontano, o come in altri casi di assegnazione di mansioni diverse a giornalisti, invece, assunti per svolgere attività di informazione o ancora di assunzioni o affidamenti di incarichi relativi a compiti, rientranti in quelli previsti per l’ufficio stampa, di personale non iscritto all’Ordine dei Giornalisti

La legge 150, se può apparire discutibile e carente per alcuni aspetti, mette innanzitutto un forte punto fermo distinguendo e precisando le diverse competenze tra la comunicazione istituzionale e l’informazione, che affida appunto esclusivamente ai giornalisti, affinché la svolgano con efficacia, tempestività e professionalità, mediando accortamente -com’è nella tradizione di questa atipica figura professionale- tra il diritto del datore di lavoro e del cittadino ad un' informazione trasparente e chiara.

La Pubblica Amministrazione in genere, come gli Enti che si avvalgono di finanziamenti pubblici, continuano – calpestando la legge- a voler gestire l’informazione in modo personalistico o controllandola attraverso uffici stampa fantocci o portaborse, impedendo l’ingresso ai giornalisti ed emarginando quelli che già sono all’interno. Ma se ciò accade è perché la categoria ha perso la sua sfida, perché la nostra categoria non ha saputo confrontarsi con una professione che è cambiata e che vede solo meno del 50% di giornalisti professionisti dipendenti di testate editoriali quotidiane e/o televisive. …E così accade che le vicende, che riguardano l’oltre 50% della categoria, finiscono, senza che si apra un serio dibattito sul futuro della nostra professione, in pochi righi di giornale e in brevi comunicati dell’Ordine, delle Assostampa e della FNSI.

Lydia Tarsitano
giornalista professionista
Esperto in comunicazione ed informazione MIBAC
-direttore-
ufficio stampa Biblioteca Nazionale di Napoli

venerdì, ottobre 05, 2007

Teatro San Carlo di Napoli, giornalista licenziata

Nonostante il suo contratto come capo ufficio stampa scadesse nel 2008, una giornalista napoletana è stata 'licenziata' dal commissario straordinario del teatro San Carlo di Napoli Salvatore Nastasi.
In una nota del presidente dell'Associazione napoletana della stampa Enzo Colimoro e di quello dell'Ordine della Campania Ottavio Lucarelli "l'improvvisa e unilaterale" decisione del commissario, oltre che "illegittima", viene stigmatizzata come "ancora più sorprendente se dovesse essere ricondotta a motivazioni di carattere economico-finanziario. Alla dottoressa Raffaella Tramontano, che da sette anni cura e coordina l'ufficio stampa del teatro, viene riconosciuto un trattamento economico che, se paragonato al dissesto finanziario del teatro, è davvero poca cosa rispetto soprattutto al danno subito dalla giornalista".
Da qui l'invito del sindacato di categoria affinché il commissario receda dalla decisione assunta; in caso contrario, l'Assostampa partenopea intraprenderà tutte le azioni a tutela della collega in tutte le sedi.

martedì, agosto 28, 2007

REGIONE CAMPANIA: LEGGE 150 ANCORA UNA VOLTA RINNEGATA

È stato pubblicato sul B.U.R.C. n. 25 del 30/04/07 l’Avviso Pubblico per la “Costituzione di una lista di esperti per l’individuazione dei componenti dell’Unità Tecnica del Piano d’Azione per lo Sviluppo Economico Regionale (PASER)”. Trattasi di un Avviso Pubblico emesso dall’Area Generale di Coordinamento Sviluppo Attività Settore Secondario della Regione Campania. Tra le diverse professionalità da selezionare troviamo anche professionisti della comunicazione (o informazione?!) istituzionale (giornalisti). Per i candidati alla selezione di che trattasi è previsto, quale titolo di studio, il diploma di laurea conseguito da almeno tre anni (?) in Giurisprudenza, Economia e Commercio (?), Ingegneria (?), Scienze della Comunicazione con votazione minima 105/110 (?); “il possesso del titolo di studio non è richiesto per coloro i quali risultano iscritti nell’albo dei giornalisti professionisti da almeno tre anni” (sic!). Se, come andiamo affermando, l’Informazione Istituzionale risulta inscindibile da ogni attività amministrativa che sia efficace, con questo Avviso Pubblico ci troviamo nuovamente di fronte ad una interpretazione (o rinnegazione) della legge (150/2000) a dir poco sospetta. Se, ancora, a livello nazionale e non solo, si trovano mille ostacoli per l’effettivo riconoscimento ed applicazione della stessa, quando bisogna trovare stratagemmi strumentali a propri soggettivi interessi politico-amministrativi (?), ebbene quella legge tanto bistrattata torna puntualmente utile alla bisogna. Nel merito, la temporalità richiesta di acquisizione della laurea e dell’iscrizione all’Ordine (3 anni) è quantomai stranamente coincidente. Nell’ambito della Informazione Istituzionale, la richiesta della laurea in Ingegneria è preferita, ad esempio, a quella in Scienze Politiche o in Sociologia ad indirizzo Mass-media e comunicazione. Inoltre, e qui casca l’asino, il Regolamento di attuazione della 150 (D.P.R. 422/2001) non fa alcuna distinzione discriminatoria tra giornalisti professionisti e pubblicisti. Se a questo aggiungiamo che, nello stesso D.P.R., sono ben altri i titoli richiesti per l’attività di Informazione Istituzionale negli Enti pubblici, l’Avviso Pubblico per il PASER si presta a facili contestazioni di ordine di legittimità. In conclusione, se la Legge 150/2000 doveva essere un ulteriore passo avanti rispetto alla trasparenza ingenerata dalla Legge 241/1990, ce n’è abbastanza per far redimere quanti, tutt’oggi, si ostinano ad ostacolare l’applicazione definitiva della 150.